Zephiro torna, e 'l bel tempo rimena,
e 'l fiori et l'erbe, sua dolce famiglia,
et garrir Progne et pianger Philomena,
et primavera candida et vermiglia.
Ridono i prati, e 'l ciel si rasserena,
Giove s'allegra di mirar sua figlia,
l'aria et l'acqua et la terra è d'amor piena,
ogni animal d'amar si riconsiglia.
Ma per me, lasso, tornano i più gravi sospiri,
che del cor profondo tragge quella ch'al ciel
se ne portò le chiavi.
Et cantar augelletti, et fiorir piagge,
e 'n belle donnehonneste atti soavi
sono un deserto, et fere aspre et selvagge.
Francesco Petrarca
Il sonetto, dopo la morte di Laura, contrappone
lo spettacolo gioioso della natura in primavera e
la tristezza e malinconia del poeta, per il quale
sia la primavera e l'amore non torneranno più.
Nessun commento:
Posta un commento